28.
Franceso Colonna
Hypnerotomachia Poliphli

Venezia, Aldo Manuzio per Leonardo Crasso, XII 1499, 2°
su disegno di diversi maestri tra cui Benedetto Bordon (?) e il Secondo Maestro del Grifo (?)
Windsor, The Provost and Fellows of Eton College, Sa.2.6.07

Durante il suo viaggio onirico, irto di misteri e curiosi personaggi dalla forte valenza simbolica, Polifilo si imbatte di frequente in singolari oggetti ed elaborate architetture, descritte minuziosamente in ogni dettaglio. Le pagine d’apertura dell’incunabolo di Eton, scelto quale rappresentante del più celebre libro illustrato del Rinascimento, mostrano delle immagini che riflettono tale interesse ecfrastico: a sinistra (c. m5v), all’interno di un riquadro centinato, si osserva una figura maschile incoronata nell’atto di sollevare le braccia e uno scettro verso un cielo carico di nubi temporalesche da cui cade una fitta pioggia. Questa figura corrisponde al rilievo osservato da Polifilo su un lato dell’altare rappresentato nella grande illustrazione con il sacrificio a Priapo nella pagina adiacente (c. m6r), seminascosto dalle numerose fanciulle celebranti il rito in primo piano: l’elegante ciborio fogliaceo attorno al quale si snoda la composizione, le svariate pose con cui sono rappresentate le fanciulle e la cura nella definizione di molti dettagli, tra cui la studiata iconografia del simulacro di Priapo con la falce e il grosso fallo (cat. 33), ci consentono di ammirare la straordinaria capacità illustrativa delle maestranze che realizzarono il raffinato apparato decorativo dell’Hypnerotomachia, non a torto considerato la punta di diamante di quello stile “classico” in cui si è soliti inserire il meglio dell’illustrazione veneziana della seconda metà degli anni novanta del Quattrocento (zorzi 2009, pp. 175-176).

Scritto in una sofisticata prosa volgare, arricchita da complicati latinismi e parole greche di non sempre facile comprensione, l’Hypnerotomachia Poliphili racconta l’amore di Polifilo per Polia e il percorso onirico, dal forte sapore iniziatico, che il protagonista deve affrontare per ritrovare la donna amata. Se per molti il nome dell’autore, Francesco Colonna, si deduce dall’acrostico formato dalle lettere d’apertura dei trentotto capitoli in cui è articolata l’opera («POLIAM FRATER FRANCISCUS COLUMNA PERAMAVIT»), ancora oggi permangono dei dubbi sulla sua vera identità, nonostante sia molto probabile ricondurla al frate domenicano Francesco Colonna vissuto a Venezia nel convento dei Santi Giovanni e Paolo (Hypnerotomachia Poliphili 1980, II, pp. 3-20). Simili incertezze riguardano gli autori delle centosettanta xilografie, la cui bellezza ed eleganza ha spesso portato gli studiosi a riconoscere in esse l’intervento di qualche celebre pittore (Szépe 1997, p. 39). In realtà, lungi dall’attribuire l’intera serie di immagini a un’unica personalità, le illustrazioni dell’Hypnerotomachia sembrano essere il risultato di un lavoro d’équipe riconducibile, forse, alla bottega di Benedetto Bordon che potrebbe aver partecipato attivamente, assieme ad altre figure come il Secondo Maestro del Grifo, all’esecuzione dei disegni fatti intagliare successivamente da altre maestranze (Szépe 1997, pp. 44-49; Armstrong 2003, II, pp. 651-652).

Repertori: istc, ic00767000; Renouard 1834, pp. 2122, n. 5; Scapecchi 2013, p. XXII, n. 36.

Giulio Pesavento