91.
Marziale
Epigrammi

Venezia, Aldo Manuzio, XII 1501, 8° miniato da Benedetto Bordon
Londra, The British Library, c.4.d.11

L’illustrazione delle prime due carte degli Epigrammi di Marziale della British Library ripropone la sequenza di apertura del Luciano di Vienna del 1494 miniato da Bordon (cat. 19), con la prima pagina di testo sul recto riquadrata da un motivo decorativo che corre su quattro lati, e il verso della pagina opposta recante la raffigurazione dell’autore colto nel pieno di un episodio che ne qualifica la personalità, umana e poetica (Szépe 1995, pp. 89-90). La scena si svolge entro una cornice dorata, poggiante su due satiri alati che con le braccia reggono lo stemma della famiglia Mocenigo. In una radura dagli accenti bucolici, un uomo regalmente vestito con una corona di foglie di quercia tra i capelli ha appena ricevuto dalle mani del poeta, accompagnato da due figure maschili di non chiara identificazione, forse altri due rimatori, un ramo di alloro e un tralcio di edera. L’insolito soggetto si richiama, come nota Szépe, all’epigramma 82 del libro VIII, in cui Marziale si rivolge all’imperatore Domiziano, lodandone il mecenatismo; la composizione si conclude con i versi: «Non quercus te sola decet nec laurea Phoebi / fiat et ex hedera civica nostra tibi» (Non ti si addice solo la quercia e l’alloro di Febo / della nostra edera si faccia per te una corona civica). La corona di foglie di quercia era tradizionalmente data all’imperatore come protettore della vita dei cittadini, l’alloro allude agli onori militari, mentre l’edera era la distinzione del poeta: Marziale sta dunque adulando l’imperatore dicendo che la sua attività di protezione degli artisti lo rende meritevole, oltre che degli onori abitualmente tributati a un imperatore, anche di quelli riservati ai poeti (Szépe 1995, p. 88). Una simile, esplicita adulazione del committente, potrebbe far pensare di essere in presenza di una copia di presentazione (Szépe 1995, p. 90), ipotesi che appare suffragata dall’analisi del resto del cospicuo apparato esornativodell’aldina,checonstaditrecosiddettelitterae mantiniane in oro, all’inizio dei primi tre libri, e per i rimanenti libri undici iniziali dorate adornate da un delicato fogliame o da putti festosi.

Repertori: edit16, cnce 36108; Renouard 1834, p. 30, n. 7; Scapecchi 2013, p. XXIII, n. 47.

Chiara Ponchia