96.
Lorenzo Lotto
Ritratto di Laura da Pola

1543-1544 circa
tela; 90×75cm
Iscrizione: «Laurent. Loto p.» (in basso a destra)
Milano, Pinacoteca di Brera, Reg. Cron, 373

Lorenzo Lotto, durante il suo secondo soggiorno a Treviso, esegue i ritratti di Laura da Pola e del marito, Febo da Brescia. Entrambi giungono alla Pinacoteca di Brera nel 1859. Sono da identificare infatti con i due dipinti registrati, quale commissione di Febo da Brescia, nel libro dei conti di Lorenzo Lotto tra aprile 1543 e maggio 1544 (Libro di Spese diverse, cc. 40v-41r, ed. in Lorenzo Lotto 2003, II, pp. 62-63). I due coniugi appartenevano a ricchissime e potenti famiglie di origine bresciana e istriana stabilitesi a Treviso nel corso del xiv secolo. Le due tele furono conservate nei loro lussuosi palazzi trevigiani, realizzati probabilmente su progetti della bottega dei Lombardo, prima di essere demoliti al principio dell’ottocento (E. Dezuanni, in Lorenzo Lotto 2011, pp. 234-237, nn. 46a-b, con bibliografia). Laura, che nel 1543 ha ventitré anni, è ritratta da Lotto mentre si appoggia a un inginocchiatoio, ma veste un abito elegantissimo e reca nella mano destra un ventaglio in piume di struzzo con manico e catena dorati. Un anello di rubino sembra alludere, del resto, al potere di assicurare fortuna in amore e credito sociale. Nell’altra mano Laura esibisce un piccolo volume, che il carattere mondano dell’immagine fa ritenere un petrarchino piuttosto che, come si è pensato, un libro di preghiera. Il piccolo canzoniere che raccoglie i sonetti di Petrarca documenta la grande fortuna del volume di piccolo formato reso celebre dalle edizioni aldine all’inizio del secolo. Nello stesso tempo, il petrarchino contribuisce a costruire un’immagine di alto rango sociale che non rinuncia a suggerire un atteggiamento familiare e accostante nei confronti dello spettatore (Macola 2007, pp. 138-139, 205-207, n. 20). La sobrietà di dettagli e scelte cromatiche a favore della concentrazione sulla carica psicologica dei volti è caratteristica della tarda produzione di Lotto.

Sergio Momesso